Cronaca di un tranquillo (o quasi) weekend (di Andy)
Martedì 23 Settembre 2008 @ 18:58
Venerdi, Ore 8:30
Sono sveglio, la valigia è già pronta dalla sera prima.
Si, questa volta è una valigia, si rimarrà fuori 3 giorni e considerando il primo freddo occorre portare qualche indumento in più.
Trolley pronto, zaino ok, la chitarra c'è, indosso il cappello e scendo.
Il primo appuntamento è con Fabrizio, cappello-munito anche lui, carica l'auto di birra, sacco a pelo e Corriere dello Sport ed insieme andiamo a recuperare Sasà.
Ancora non è pronto, io e Fabry ne approfittiamo per scambiare due chiacchiere, gli argomenti sono più o meno sempre gli stessi: il calcio, l'amore, l'Alitalia e se la macchina di Sasà è parcheggiata giù al parco.
Inizia anche a piovere.
Venerdi, Ore 11:00
L'appuntamento generale con Marco e Ale è al Punto Blu.
Timidamente provo ad acquistare una Viacard ma la fila è chilometrica, desisto e ci mettiamo in moto.
Organizziamo le automobili in questo modo:
Marco, Alessandra, Salvatore e Phoebe nella prima macchina;
Andy e Fabrizio nella mia.
Succede quasi sempre così, più che altro perchè adoriamo ascoltare la stessa musica, quella che ti riporta indietro nel tempo.
Al bando Tiziano Ferro, le Lollipop e le canzoni dance (Sagi Rei? E chi cazz'è?), a noi piace in viaggio sentire le canzoni che vanno dal 1965 fino al 1992/93 al massimo.
Venerdi, Ore 12:00
Il gruppo si divide: l'auto di Marco si dirige ad acquistare la carne, io e Fabry aspettiamo Valentina ad Avellino.
La pioggia termina, Vale arriva e ci dirigiamo verso casa.
Arrivati lì inizia la solita sceneggiata dell'apertura del cancello, andrebbe spiegato al fabbro che la serratura non va montata al contrario e quando giro verso destra la porta deve aprirsi.
Venerdi, Ore 14:30
Siamo seduti a tavola, il sole è sparito ma non piove e si decide di mangiare all'esterno.
Carne a volontà, vino a fiumi e tante altre cose che nemmeno ricordo.
Le solite chiacchiere, tante foto e dopo un paio di ore si decide di andare a riposare.
Si prega Fabrizio di non far rumore ed ognuno sale nella propria stanza.
Venerdi ore 23:00
Dopo cena col camino acceso si da vita ad una delle mie serate ideali.
Chitarra, il fuoco che riscalda, qualche sigaro, del buon alcol e pochi amici ma buoni.
Per far capire a tutti le mie intenzioni e il mio stato d'animo mi gioco subito una "Cannonball" di Damien Rice.
Sto bene, mi accorgo di aver bisogno veramente di poco per sentirmi felice.
Uno sguardo della mia ragazza, una risata con un amico, un abbraccio di mia cugina, un bicchiere di vino pieno...
Sabato ore 03:00
Sasà e Marco lanciano la sfida che suona quasi come una minaccia: "O giochiamo a Playstation o andiamo a dormire".
Fabrizio è completamente ubriaco, io un pò di meno ma accettiamo la partita.
Non ricordo quante ne abbiamo giocate, forse 4 o 5 ma quello che conta è che io e Fabry abbiamo vinto e a loro non resta che andare a letto rosicando.
Sabato ore 10:00
Sono di nuovo sveglio, ho dormito veramente poco ma è stata una bella notte e non mi lamento.
Cerco di non svegliare Vale, le accarezzo la mano e scendo al piano terra dove trovo Marco, Fabrizio e Salvatore.
Qui si consuma una delle scene più divertenti che capitano a Pietrastornina, siccome Fabry e Marco sono sempre i primi a svegliarsi li trovo sempre in cucina ed ogni volta invece del buongiorno viene detta qualche frase che rimarrà nella storia.
Questa volta mi è uscito un "Ragazzi ma cos'è? l'Alaska?".
Fuori effettivamente ci sono 9 gradi...
Sabato ore 15:00
C'è stato un momento in cui i miei amici potevano perdermi, fisicamente parlando.
Questo rischio è stato scongiurato ma per quasi tre ore ho vissuto in un altro mondo, credo.
Sabato ore 00:00
Mi accorgo che, tranne per lavarmi i denti, sono 24 ore che non entra acqua nella mia bocca.
In effetti mi sento assonnato, la testa gira e il freddo diventa più pungente.
Mi rendo conto di stare sforando quando presentandomi in canotta e cappellino alla Negramaro esclamo ai miei amici un "Certo che se facessi un pò di addominali sarei proprio un figo della Madonna".
Si organizza una partita di Risiko, l'ultima volta che ho vinto era il 2006, ma stavolta non ho rivali.
Valentina si suicida quasi subito, Salvatore non azzecca un tiro coi dadi, Fabrizio è lontano da me, Marco capisce il mio obiettivo troppo tardi, Alessandra è il mio obiettivo.
Buon per loro comunque, tanto la prossima partita la vincerò nel 2010.
Sabato ore 02:30
Vale decide di lavarsi i denti sul letto, sembra una bimba.
Col suo pigiamone e con i suoi occhi sereni non puoi non volerle bene.
Mi rimarranno l'impronta della sua mano in faccia, qualche rimbrotto di troppo, un "vaffanculo" che ancora gira per quella casa ma anche un abbraccio che è durato tutta la notte, e questo vale più di mille litigi messi insieme.
Domenica ore 12:00
Sono in macchina, stavolta ho con me oltre a Fabry anche Sasà.
Si parla per tutto il viaggio, ognuno di noi ha tre storie da raccontare, sembriamo il passato, il presente e il futuro.
Nessuno però potrà mai dire chi ha ragione e chi torto.
Sulla strada oltre alle ruote della mia automobile correvano anche le nostre parole, probabilmente molte sono rimaste in autostrada e nessuno le recupererà mai, ma ci sono momenti in cui bisogna confrontarsi e capire gli altri.
Lunedi ore 11:00
Ritorno alla solita vita, sono in negozio e mi mancano tante cose del weekend appena passato.
Anche quel freddo mi manca, è il freddo diverso della città.
Quella sensazione di doverti riparare con ciò che disponi al momento, con quello stile vintage-grunge fatto di felponi e cappelli di lana, è impagabile.
Poi certo anche farsi i gavettoni appena svegli è divertente ma il fuoco del camino ha tutt'altro fascino.
Ripenso quindi a questi giorni: l'abbraccio alle 2 di notte di Marco, la sveglia a Sasà, Fabry che urla "Alleanza Nazionaleeeee" seduto sul cesso, la carezza a mia cugina appena arrivati e il bacio a Vale appena sveglio.
Ma quante altre cose sono successe in pochi giorni? Tante, ma è giusto che rimangano chiuse nelle nostre menti, nel nostro cuore e tra le mura di quella casa.
E comunque sto preparando nuovamente la valigia... l'appuntamento è al solito posto, Fabry prepara il "Cd On The Road" stavolta voglio i Pink Floyd.
By Andy
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